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CORONAVIRUS: DOMANDE E RISPOSTE

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Essi sono virus che circolano tra gli animali e alcuni infettano anche l’uomo. I pipistrelli sono considerati ospiti naturali di questi virus, ma anche molte altre specie di animali sono considerate fonti.
I sintomi della malattia da coronavirus (COVID-19) assomigliano molto a quelli dell’influenza e a volte a quelli delle altre sindromi da raffreddamento tipiche della stagione fredda. Febbre, tosse secca e difficoltà respiratorie sono i tre sintomi più comuni che possono fare scattare il campanello d’allarme.
Chi ha davvero un’emergenza deve chiamare il 112 piuttosto che recarsi in modo autonomo in ospedale: solo così sarà garantita immediata assistenza. Numero Regione Puglia 1500
No. Non ci sono solo anziani con patologie pregresse ricoverati in terapia intensiva, ma anche pazienti più giovani, sotto i cinquanta anni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che nel mondo tra i 900000 morti accertati (dato aggiornato a settembre 2020) per Covid-19 ci sono anche bambini.
L'utilizzo della mascherina chirurgica può difendere gli altri se siamo asintomatici e in qualche modo può proteggerci dal contatto con gli altri se non riusciamo a mantenere la distanza consigliata di 1 metro.
Al momento la risposta è SI anche se non si hanno certezze assolute. Il COVID-19 si diffonde principalmente attraverso goccioline respiratorie espulse da qualcuno che tossisce o presenta altri sintomi come febbre o stanchezza. Molte persone con COVID-19 manifestano solo sintomi lievi, ma al momento solo il tampone può davvero rivelare se una persona si è negativizzata e quindi non è più contagiosa. In genere, se non si manifestano i sintomi entro 14 giorni, i rischi sono comunque bassi.
Secondo gli ultimi aggiornamenti dell'OMS sembra che questo metodo non sia più sicuro, anzi potrebbe essere causa di contagio attraverso la pelle ed inoltre annullerebbe la distanza di sicurezza.
Sono stati segnalati casi di persone che si sono ammalate di nuovo, dopo essere guarite: ma non si hanno finora molte certezze su questo punto. Gli esperti parlano più che altro di ricaduta, cioè il virus era ancora in circolo nel corpo ma non in misura sufficiente da risultare al tampone e la malattia si è ripresentata.
Mettersi in quarantena significa separarsi dagli altri dopo che si è stati in contatto con qualcuno che era sicuramente infetto. Questo deve essere un'azione cautelativa anche se non si evidenziano sintomi della malattia. Lo scopo è ridurre o impedire il proliferarsi dei contagi. Il sacrificio di uno può significare benessere per tanti.
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